Blog gratis
Books | Guide Gratuite | Opinioni | Giochi Flash | Spazio Web

Il dialogo interreligioso è possibile?

Pubblicato il 01/20,2009

“Il dialogo non ignora le reali differenze, ma neppure cancella la comune condizione di pellegrini verso nuove terre e nuovi cieli. E il dialogo invita tutti altresì a irrobustire quell’amicizia che non separa e non confonde. Dobbiamo tutti essere più audaci in questo cammino, perché gli uomini e le donne di questo nostro mondo, a qualsiasi popolo e credenza appartengano, possano scoprirsi figli dell’unico Dio e fratelli e sorelle tra loro”. È con queste parole di Giovanni Paolo II che ha avuto inizio il dibattito sul dialogo interreligioso a Susegana, il 14 settembre, all’interno della manifestazione “LibriInCantina”.Questa breve citazione, che si commenta da sé, è voluta essere, da parte del mediatore, un invito: un invito all’ascolto, a tendere e porgere la mano ai nostri fratelli sconosciuti prendendo come spunto la nostra radice comune affinchè “ci si possa scoprire figli dell’unico Dio e fratelli e sorelle tra loro”.Concetti come fratellanza, solidarietà, accoglienza non sono parole di cui “abusare” nei discorsi che si fanno al bar oppure nei convegni semplicemente per darci  una parvenza di uomini “liberi mentalmente” e “aperti a tutte le forme di dialogo”. Essere “liberi e aperti mentalmente” significa avere la capacità di empatizzare con l’Altro in modo schietto e genuino mettendo da parte quelle che sono le remore, gli indugi, le esitazioni, le paure e, probabilmente, evitando i falsi moralismi, le reciproche diffidenze, causate dal non dialogo e dalla paura di scoprirsi fondamentalmente simili.Attenzione!Non uguali, semplicemente simili!Affinchè il dialogo interreligioso sia possibile, a parere della sottoscritta, è importante innanzitutto cercare di sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti di altre persone, riconoscendo ciò che hanno in comune, rispettando il loro diritto di avere idee diverse ed apprezzando la ricchezza della vita in una società con diverse religioni. Per vivere bene il nostro presente, infatti, siamo chiamati da un lato, a cercare di conoscere meglio le religioni “altre” ed evitare i ricorrenti pregiudizi e, dall’altro, ad educarci pazientemente al dialogo e al confronto interculturale e interreligioso.La posta in gioco è assai alta ed è per questo motivo che bisogna iniziare a scuotere le nostre coscienze e non vedere la “diversità” come un limite ma come un arricchimento.Sta a noi decidere se vogliamo un posto da protagonisti nella società futura contrassegnata dalla multi religiosità e dalla multiculturalità, oppure vivere in una società chiusa e cristallizzata incapace di fare i conti con la diversità delle culture.Fatta questa non proprio breve premessa, diventa comprensibile il perché sia fondamentale, o meglio, necessario conoscere appieno il significato e lo scopo del dialogo interreligioso.Esso, nello specifico, si riferisce all’interazione positiva e cooperativa fra persone o gruppi di persone appartenenti a differenti tradizioni religiose, basata sul presupposto che tutte le parti coinvolte, a livello individuale e istituzionale, accettino e operino per la tolleranza e il rispetto reciproco.Ecco le parole chiave: tolleranza…rispetto reciproco…ma anche interazione positiva e cooperativa!!! Termini che, senza troppi giri di parole, richiamano ai concetti di fratellanza…accoglienza…solidarietà…Nella nostra quotidianità queste parole, forse, vengono utilizzate con troppa leggerezza. Eppure in esse è racchiuso il nostro micro e macrocosmo interiore da cui dipende il nostro futuro: un futuro fatto di uomini liberi e pronti a stringersi la mano con la consapevolezza e, soprattutto, la coscienza di essere tutti fratelli e sorelle nonostante l’apparente diversità.Se tutti ci predisponessimo a questo nuovo percorso interiore saremmo già sulla buona strada!Del resto, basta inseguirli e perseguirli i sogni e…chissà…magari diventeranno realtà!L’importante è crederci, andare avanti e predisporsi al dialogo e…chissà…quella che attualmente può sembrare utopia o semplice chimera…magari diventerà realtà!Intanto cominciamo a dialogare, a confrontarci, a conoscerci, a tenderci la mano e…chissà…da fratello a fratello…quella apparente visione onirica…magari diventerà realtà!Basta volerlo! Basta semplicemente accettare la sfida con noi stessi ed eliminare quei limiti, o meglio, quelle barricate interiori che ci siamo costruite e che, col tempo, abbiamo innalzato sempre più senza darci la possibilità di smantellarle per la paura di perdere la nostra identità!Il dialogo non è un limite! È una ricchezza!Ed è questo il presupposto da cui si è partiti quel meraviglioso pomeriggio del 14 settembre a Susegana. Dico meraviglioso perché è sempre un evento straordinario “l’incontro con l’Altro”. Infatti, nonostante quelle che potevano essere le ipotetiche “divergenze di pensiero” dei portavoce dei differenti credi religiosi il clima del dibattito è stato disteso e sereno. Sin dalle prime battute è stato particolarmente evidente la volontà, da parte degli rappresentanti , di evitare qualsiasi forma di polemismo inutile.Da parte degli interlocutori (dr. Paolo Saggioro, curatore; dr. Yahya Abd Al Ahad Zanolo, responsabile Regione Veneto COREIS italiana; prof. Sergio Tagliacozzo, rappresentante Comunità Ebraica di Venezia; don Giuliano Vallotto, incaricato nella Diocesi di Treviso per il dialogo cristiani-musulmani e dal mediatore, la sottoscritta Tina Cancilleri), a mio avviso, si è rilevata semplicemente la voglia di incontrarsi e di conoscersi meglio mettendo da parte quelle che potevano essere le remore, le paure, le diffidenze, le divergenze…L’aria e, soprattutto, lo spirito che si respirava in sala era l’esplicarsi di un pensiero comune: l’accoglienza.Durante quello che io amo ricordare come un magnifico simposio tra “fraterni amici” la mia impressione è che, in quell’occasione, vi sia stata, giusto per “rubare” le parole a “don” Tonino Bello, una incantevole “convivialità delle differenze”.A coloro che si chiedono se il dialogo interreligioso sia possibile rispondo: <<È un caso o i sogni utopici diventano realtà se ad un rappresentante cristiano è stata data la possibilità di scrivere all’interno di uno “spazio islamico”?>>.Chissà…forse anche le visioni oniriche diventano realtà!  Tina Cancilleri   


Commenti

Lascia un commento

authimage