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Guerra e Pace!

Solitamente queste due parole ci fanno pensare ad uno dei più celebri romanzi della storia della letteratura russa. Ma il mio intento non è quello di soffermarmi sul magnifico capolavoro di Tolstoj bensì sul significato di queste due parole. Le ribadisco nuovamente: guerra e pace. Non è mia intenzione essere noiosa e ridondante ma voglio giusto per un attimo portarvi alla riflessione. Lo so, mi sono imposta un compito assai arduo e probabilmente non riuscirò nel mio intento ma intanto ci provo. Voglio lasciar correre il flusso dei miei pensieri e farmi trasportare da essi nella speranza che qualcuno ascolti questa voce isolata e le faccia sentire che non è sola, che qualcun altro ha unito la sua voce alla sua e gridi: BASTA!

Basta alle guerre fratricide!

Basta a questo sterminio di vite umane senza senso e senza logica!

Basta a questo sangue concime per altro sangue!

Basta alla guerra vista come un campo di calcio in cui però non c’è il pallone ma armi micidiali e vite di popoli!

Forse ancora non ci siamo resi conto che questa forma di violenza, che va contro ogni forma di dignità e di rispetto per la vita umana, chiede di essere guardata, gridata ed affrontata. Ci sta dicendo: “Guardatemi, sono qui e… se non vi rimboccate le maniche e iniziate a lavorare io prenderò il sopravvento e sopprimerò la mia acerrima nemica PACE! Attenzione! Fermatevi! Sta parlando della nostra ormai dimenticata sorella pace. Qualcuno potrebbe chiedersi ma cos’è la Pace? Attenzione! Non è una parola d’ordine ma era ed è un valore che può essere condiviso da tutti!
Vorrei chiudere questo mio probabilmente sconclusionato pensiero citando un breve passo dell’Eneide di Virgilio: “Nulla salus in bello: pacem te poscimus omnes” (“Nessun bene dalla guerra: Pace, noi tutti ti invochiamo”).

Tina Cancilleri