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Il padre e lo straniero di Giancarlo De Cataldo. Recensione di Tina Cancilleri

Pubblicato il 12/20,2008

Prezzo: 8.50 Euro

Pagine: 143

Data Pubblicazione: 10 novembre 2004

Editore: Edizioni e/o 

Sovente, capita che lo straordinario successo di un libro porti allo ripubblicazione di altre opere dello stesso autore che non avevano avuto lo spazio meritato. È il caso de “Il padre e lo straniero”,  un romanzo breve di Giancarlo De Cataldo, che torna in libreria a 10 anni di distanza dalla prima pubblicazione grazie allo strepitoso successo del best-seller “Romanzo criminale”.Il protagonista del romanzo, Diego, un impiegato del ministero di Grazia e Giustizia con un figlio gravemente disabile, incontra un elegante e misterioso mediorientale, Walid, a sua volta genitore di un bimbo disabile.I due genitori, accomunati dall’esperienza relativa alla disabilitá, diventano amici. Il romanzo, infatti, potrebbe essere classificato come un libro sull’amicizia e sulla condivisione del dolore, sul concetto di diverso, sull’accettazione e la comprensione dell’altro. Con esso ci si immerge nella sofferenza dei rapporti con i disabili, nelle pieghe della cittá sconosciuta vissuta dagli stranieri, ci si sorprende a chiedersi che cosa sia davvero l’idea di normalitá.Lo straniero, nello specifico, fa conoscere a Diego una Roma segreta, sconosciuta, che egli nemmeno sospettava potesse esistere e lo coinvolge in un’avventura tra lo spionaggio, il traffico internazionale di segreti, il terrorismo.Da quest’amicizia e dal percorso che ne segue Diego uscirá trasformato, rconsidererá il concetto di normalitá e tornerá ad avere speranza.



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